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martedì 7 luglio 2015

Ben per Reelfilmnews.com - Jackie and Ryan

Un'altra intervista di Ben su Jackie and Ryan!

TRADUZIONE DI SKYLER PER BEN BARNES ITALIA FAN SPACE


ESCLUSIVO:
Ben Barnes parla di “Jackie and Ryan” di Brandon TroyOltre ad avere l’opportunità di parlare con l’autrice-regista, Ami, Canaan Mann, del suo film JACKIE & RYAN

Ho parlato con uno dei protagonisti del film, Ben Barnes.
Essendo un attore con un certo background musicale, ero interessato a sapere da Ben in che modo questo talento lo ha aiutato a girare questo film. Quindi oltre a parlare di quello che lo attraeva del progetto, nella nostra intervista, ha anche raccontato l’allenamento a cui si è sottoposto per dare vita al suo personaggio, Ryan Brenner.
Leggete qui di seguito ...

Brandon Troy: Per cominciare Ben, puoi dirci cosa ti ha portato a questo progetto? 
Ben Barnes: E’ stato un insieme di cose … Katie [Heigl] che aveva lavorato in precedenza con me in THE BIG WEDDING mi disse che stava lavorando a questo film con una grande regista, Ami Mann … quindi mi ha chiesto “Tu canti, giusto?” e io ho risposto “Sì!” e lei “Suoni la chitarra, giusto?” e io “Oh, … no!” e lei ha replicato con “Oh … bene, penso che dovresti comunque leggere il copione!”. Così dopo che non avevo più sentito parlare di questo progetto per alcuni mesi, ho iniziato a leggere un copione che mi aveva mandato il mio agente che parlava di questo musicista di strada, girovago e di questa madre single che è come bloccata nella propria vita … e leggendo il copione ho conosciuto questa storia bella e profonda di queste due persone le cui vite si intrecciano … una cosa che ha davvero scatenato il mio interesse. Per ironia della sorte, dopo aver parlato del mio interessamento a questo progetto col mio agente, ho subito scoperto che era lo stesso di cui mi aveva parlato Katie mesi addietro! Quindi ho fatto il provino per la regista, mandandole un video di me che cerco di suonare la chitarra, cosa che davvero non sapevo fare … (ride) 

BT: (ride)
BB: …. Nel video cantavo anche e, alla fine, ho avuto la parte. Una volta che è successo, ho passato due mesi e mezzo a prendere lezioni di chitarra ogni giorno per poter arrivare al punto di poterla suonare in maniera credibile davanti alla telecamera e barare almeno nelle parti più difficili da suonare. Un’altra abilità su cui ho dovuto esercitarmi era essere in grado di cantare alla maniera della vecchia scuola del folk-blues degli anni ’20 e ’30. In più, ho fatto su e giù per i treni e ho passato del tempo in compagnia di grandiosi musicisti di strada di New Orleans, quando eravamo nello Utah dove è stato preparato e girato il film. Quindi, oltre a tutte le cose in cui mi sono impegnato per prepararmi a questo ruolo, il film mi ha attirato perché era una storia semplice, fuori dai clichè. 

BT: Eccoci al punto! Così, come hai appena detto, tu hai già avuto un po’ di esperienze come cantante; tuttavia, dopo aver fatto qualche ricerca, ho capito anche che in passato sei stato un batterista? 
BB: Si, lo ero. La mia prima esperienza in assoluto è stata nel West End in un musical di Bugsy Malone; precisamente, suonavo la batteria in un’orchestra jazz, avevo quindici o sedici anni … ricordo che a quei tempi mi sentivo davvero grande, sentivo che avrei finito la scuola, poi avrei impacchettato le mie bacchette e sarei andato a vivere al centro di Londra … era un periodo davvero magico! Detto questo, sono stato abbastanza fortunato di essere capace in questo film di cantare molte canzoni, perchè mi ero già divertito a farlo in altri. Per esempio, ho fatto un film, KILLING BONO, in cui ho cantato della pessima musica anni ’80 … 

BT: (ride)
BB: Ho fatto anche un film, basato su una commedia di Noel Coward, in cui canto alcuni pezzi da solista in jazz vecchio stile degli anni ’20.

BT: Bene, bene …
BB: Di questo film, tuttavia, posso dire che è quello di cui sono più fiero, per via soprattutto della musica folk-blues che mi ha davvero affascinato. In più sono stato capace di cantare per quattro grandi colonne sonore, il che è stato molto gratificante! BT: Lo vedo, lo vedo … durante la nostra conversazione hai menzionato questa eclettica folk- music su cui hai dovuto esercitarti per interpretare il tuo personaggio nel film … quanto ti ha aiutato, l’aver avuto esperienze musicali precedenti, nell’apprendere questo genere? BB: Ad essere onesto, ho solo ascoltato parecchie registrazioni di alcune delle canzoni che appaiono nel film. Volevo renderle più contemporanee, ma alcune di queste erano vecchie di più di cento anni! Tuttavia la musica al giorno d’oggi è qualcosa di molto ciclico … ad esempio ci sono band come “Mumford & Sons” che hanno riportato indietro lo stile folk. Cambiando argomento, ora vorrei dire che la faccenda della chitarra è stata la più impegnativa, dal momento che molte delle canzoni che suonavamo per strada erano eseguite con dei finger picks [anelletti di metallo sulle dita] che erano molto difficili da usare per un principiante assoluto come me. 

BT: Bene, bene …
BB: Questa cosa mi ha mandato nel panico più di qualunque altra. Tuttavia, nonostante questo, suonare la chitarra mi ha dato modo di focalizzarmi sulla mia paura (ride) … per esempio, non ero preoccupato di come avrei recitato la scena perché ero più concentrato sul suonare … 

BT: (ride)
BB: Quindi suonare la chitarra mi ha impedito di preoccuparmi troppo della mia recitazione. È stato abbastanza utile! 

BT: Lo vedo, lo vedo. Ok Ben, grazie mille per aver trovato il tempo di parlare con me! 
BB: Grazie amico! È stato bello parlare con te! 


A cura di Brandon Troy


Grazie ancora alla meravigliosa Skyler!



domenica 5 luglio 2015

The Examiner - Jackie and Ryan

TRADUZIONE DI SKYLER PER BEN BARNES ITALIA FAN SPACE

Il percorso di Ben Barnes da principe Caspian a re della strada

Ben Barnes è un ragazzo davvero principesco. 
L’attore inglese ha anche interpretato una figura regale, il principe Caspian, nella popolare saga de “Le cronache di Narnia”. 
Da quando ha interpretato “Il viaggio del veliero” nel 2010, si è dedicato a piccole produzioni indipendenti.
Ha interpretato un rocker fallito degli anni ’80 in “Killing Bono” ed un giovane scrittore del periodo della seconda Guerra Mondiale in “The words”. 
Più recentemente è apparso nella miniserie di History Channel “Sons of Liberty”, nel ruolo del Padre Fondatore Sam Adams.

Ora Barnes ritorna nell’era moderna interpretando un musicista di strada che si sposta facendo su e giù dai treni nel dramma romantico di Ami Canaan Mann "Jackie & Ryan." 
Ryan è un girovago che attraversa il paese con la sua chitarra, suonando per le strade in cambio di qualche offerta. Quando capita ad Ogden, nello Utah, incontra una graziosa ragazza del posto (Katherine Heigl) che una volta era una grande pop star prima che le cose andassero a rotoli con il suo matrimonio e la sua carriera. I due musicisti stringono un legame e pian piano si aiutano l’uno con l’altra ad affrontare i propri problemi.
L’affascinante Barnes dagli occhi scuri, di recente ha parlato di come ha dovuto imparare a suonare la chitarra per questo ruolo, riunendosi sul set con la Heigl (“Grey’s Anatomy,” “State of Affairs”) in questa produzione indipendente.
DOMANDA: Katherine ti ha parlato di questo film durante un pranzo, è così? Ma prima di tutto ha voluto sapere se sapevi cantare!
BARNES: Questo è esattamente ciò che ha detto. Io ho aggiunto “Cosa ha a che fare tutto questo con il dessert?” Non c’è un complimento più grande di quanto qualcuno con il quale hai lavorato al minimo delle tue capacità ti dice “Io credo che tu possa fare bene questa cosa” E’ una cosa così bella da sentire, specie da qualcuno che tu hai osservato in altri momenti dicendoti “Cosa posso imparare da lui?” Ed è stato davvero bello essere un personaggio così pieno di sfumature sulla carta, così reale, in una storia così tridimensionale. È stato anche un incentivo per me per imparare a suonare la chitarra, immergermi nel mondo dei musicisti di strada, dei vagabondi che saltano sui treni e tutte queste cose che hanno rappresentato delle porte molto facili da attraversare per capire come potevo stare sul set e interpretare onestamente una persona che non sei tu. È stato un percorso davvero esauriente verso il primo giorno di riprese.
D: Quindi tu non avevi mai suonato la chitarra, prima?
B: No, ma ho cantato molto in diversi progetti. Ho interpretato una rockstar fallita degli anni ’80 e un musicista jazz degli anni ’20, ma questo era un genere differente di cui non conoscevo molto così ho ascoltato parecchio blues e folk degli anni ’20 e ’30. Per la chitarra non c’era altro modo che far sanguinare le dita e impegnarsi. Ho avuto un insegnante eccezionale a Los Angeles. Mi dava ogni giorno esercizi da fare anche mentre guardavo la tv o ero nella vasca da bagno.
D: Hai avuto l’opportunità, prima che le riprese iniziassero, di lavorare col marito di Katherine, Josh Kelley. Come è stato lavorare con lui?
B: Josh è stato grandioso perchè è venuto nello studio di registrazione prima che il film iniziasse, mi ha insegnato parecchie cose sulla chitarra e c’era una specie di normale atmosfera familiare. Avevamo dei musicisti di New Orleans che è il luogo in cui i personaggi sono davvero basati. Essi hanno interpretato alcuni dei musicisti nel film. Siamo andati in giro, abbiamo scritto nuovi pezzi, sperimentato nuove cose e ascoltato musica. Sono state un paio di settimane molto belle durante le quali ci sentivamo … uniti, forse può sembrare un clichè ma tutti noi abbiamo semplicemente cercato di goderci il momento e Josh vi ha preso parte. 

D: Le riprese sono state molto brevi, vero?
B: Questo ha comportato una certa pressione. Speriamo che gli altri possano cogliere dei momenti di impreparazione che sembrino reali. Ma ci sono anche cose che ti deludono. Ricordo che c’era una canzone che prevedeva una complicata tecnica nell’uso delle dita che io avevo imparato ad eseguire. Ho passato tre mesi a studiarla. E alla fine Ami dice: “Okay, facciamo giusto una veloce ripresa di Ben che esegue questa canzone.” È durato giusto un minuto e un’unica ripresa. E alla fine hanno detto: “Questa va bene.” Ed era una ripresa larga. Io quasi piagnucolavo “Riprendete le mie dita! Riesco a farlo!” Ne valeva la pena, naturalmente, perché vuoi che tutto sembri vero. Ma, naturalmente non è di questo che parla il film. È basato sul modo in cui si crea il legame tra i due personaggi e su quello che rappresenta per loro, questo è tutto. Il resto è solo un’aggiunta
D: Tu e Katherine avevate già lavorato insieme in “The Big Wedding.”
B: Famoso, per le sei persone che lo hanno visto.
D: Ti ha aiutato il fatto di conoscere già la tua partner, in questo lavoro?
B: Si, è stato bello, davvero.
D: Cosa pensi del tuo lavoro in questo film?
B: Ne sono fiero. C’è una linea che separa il lavoro che hai fatto, quello per cui hai cercato di fare del tuo meglio e viene fuori in un certo modo, e il lavoro che, quando ti ritrovi a guardarlo, pensi “Sono fiero di ciò che ho fatto”. Non è facile. Non è facile navigare in queste acque.







Ancora grazie alla favolosa Skyler! <3 p="">

Gio

Jackie And Ryan - Daybullettin.com

Per la promozione di Jackie and Ryan Ben ha rilasciato numerose interviste.
Vi traduciamo qualcosa qui nel nostro blog! :)


TRADUZIONE DI SKYLER PER BEN BARNES ITALIA FAN SPACE


Con tutti i rumorosi blockbuster che irromperanno nelle sale per la festa del 4 luglio, un piccolo film come "Jackie & Ryan," una storia di cuore -amore in musica, interpretata da Katherine Heigl e Ben Barnes, potrebbe facilmente restare schiacciata.

Il film, scritto e diretto da Ami Mann, non sarà su molti grandi schermi, ma sarà disponibile su On Demand, e la storia di una sbiadita star del country (Heigl) che incontra un artista di strada a ruota libera (Barnes) in un momento cruciale in entrambe le loro vite, è il tipo di film che è facile da apprezzare vedendolo a casa.

Dopo anni di drammi come "Grey’s Anatomy" e commedie romantiche come "Knocked Up", i fan potranno restare sorpresi dalla Heigl che canta. "Katherine sa cantare, anche se lei ti dirà che non è vero", dice Mann. "Ha una bella voce. E’ proprio lei a cantare nel film".

L'attrice, che ha due figlie adottive, è sposata col cantautore Josh Kelley e attribuisce a lui il merito di averle dato il coraggio di accettare il ruolo in "Jackie & Ryan.» «Non credo che avrei potuto fare il film senza di lui ", dice Heigl. "Avevo bisogno di qualcuno di cui potevo fidarmi per chiedere il suo parere onesto."

Quando incontriamo Jackie nel film, però, lei non canta. In passato era stata una stella nascente del country, poi la sua carriera è andata in stallo e si è sposata nella ricca Manhattan, rinunciando ai suoi sogni. Ora Jackie è tornata alla sua pittoresca città natale di Ogden, nello Utah, con la figlia ed è a casa di sua madre dato che sta affrontando un difficile divorzio.

Un incidente stradale determina l’incontro con Barnes "Ryan", un chitarrista di strada che va in giro facendo su e giù dai treni. Mann, figlia del regista Michael Mann, è stata ispirata a scrivere la sceneggiatura, mentre era al festival South by Southwest qualche anno fa. Dopo aver sentito alcuni musicisti di strada, ha avuto una conversazione con uno di loro di nome Nick Hans e lo intervistato sulla sua vita mentre faceva ricerche per il film.

"Era sicuramente il ragazzo che cercavo. Mi ci sono voluti circa sei mesi per convincerlo a parlare con me perché non gli importava nulla di sceneggiature o di Los Angeles ", dice Mann. Alla fine, sono diventati amici, lui l’ha portata con lui a “saltare” sui treni ed è diventato consulente per il film, componendo alcune delle canzoni, e alcune delle basi per Ryan.

Nel film, mentre Jackie lotta per trovare di nuovo la sua voce come artista, il musicista vagabondo, che esegue numeri vecchio folk e blues, sta lottando per finire le sue canzoni, che ha cercato di scrivere per anni.

Batterista da tutta la vita, Barnes ha dovuto imparare a suonare la chitarra per il ruolo di Ryan. È diventato abbastanza bravo in poco tempo, anche se non abbastanza da poter eseguire tutta la raccolta di brani che sentiamo eseguire da Ryan e dal suo amico, Georgie (Lyle Werner). A differenza di Heigl, però, Barnes ha avuto esperienze come cantante, sia nei film che sul palco.

“E 'stato divertente ascoltare tutto questo folk e blues anni '20 e '30 e cercare di trovare una voce che sarebbe suonata contemporanea, ma che doveva essere anche un omaggio a quello stile di canto " dice l'attore britannico.

Quello che sta al centro di "Jackie & Ryan" sono domande come: “cos’ è, in ultima analisi, importante nella vita di un artista, la fama o il lavoro?"

I personaggi principali si trovano in differenti momenti cruciali della loro vita, per cui il casting per Mann era importante.

Quello che alla regista e sceneggiatore è piaciuto della Heigl, per il ruolo di Jackie, era che lei è "una di quelle attrici che, anche se non sta dicendo nulla, quando la telecamera è accesa si possono sentire i suoi pensieri."

Per Ryan, Mann ha ritenuto importante che il pubblico sentisse che aveva un cuore d'oro. "Anche se è un uomo di strada e un sopravvissuto, Nick non farebbe male a una mosca. Ben porta questo con lui, in ogni ruolo che interpreta. C'è questa generosità in lui ", dice Mann.

Come tutti quelli che cercano di migliorare il proprio mestiere, Mann dice di aver chiesto il parere del suo amico musicista Hans, "perché non voleva un contratto discografico e non voleva finire su 'The Voice'. Voleva solo suonare al meglio la chitarra. È questo che penso del fare cinema. Voler solo essere veramente bravi. "

Barnes, noto come il fascinoso Principe Caspian nei film de: "Le cronache di Narnia", dice che, come figlio di uno psichiatra e di una psicoterapeuta, è abituato a parlare delle cose e non si è realmente identificato con l’aspetto vagabondo di Ryan. D'altra parte, però, Barnes ha visto una sorta di "purezza" del personaggio, che è alla ricerca della sua arte.

Una sola cosa lega la Heigl ai fallimenti di Jackie. "Ho fallito un sacco, ma la differenza tra noi è che lei si è lasciata spezzare", dice l'attrice, che ha iniziato come modella a 12 anni e ha avuto il suo primo ruolo in un film a 14.

Dice che qualcuno di recente le ha chiesto quale consiglio avrebbe dato a qualcuno che vuole diventare attore. “Gli direi di accettare serenamente il fallimento perché questa è la natura di questo lavoro. Si può fallire un'audizione. Poi un giorno se sei fortunato, si può ottenere un ruolo e si può fallire ancora di più. "

Barnes, che ha iniziato a lavorare in teatro da adolescente, dice che come artista in qualche modo trova conforto nel “seguire l’onda”. Il viaggio non è semplicemente una scala mobile verso l'alto. "

Come regista indipendente, Mann sa che è spesso una strada tortuosa riuscire a fare un film, ma è anche gratificante. Grande fan del folk e della musica tradizionale, la regista ha dato piccoli ruoli ad Hans e al cantautore Ryan Bingham (dalla colonna sonora di "Crazy Heart"). Ha anche coinvolto Fergus Daly, che lei definisce un "geniale cantautore con cui andavo a scuola."

Inizialmente ha ambientato il film nella sua città natale di Lafayette, nell’Indiana, dove c'è festival per violinisti, ma durante la lavorazione il set di "Jackie & Ryan," è stato spostato a Ogden. Ciò che le è piaciuto della città dello Utah era che ha ampi orizzonti e vasti paesaggi: "Hai sempre bisogno di essere circondato visivamente dall'idea di avere una scelta"






Ancora grazie alla fantastica Skyler! :)

lunedì 15 giugno 2015

Ben per Bt . com - Sons Of Liberty

Questa è una delle ultime interviste rilasciate da Ben per la diffusione di Sons of Liberty, in questo caso a Singapore!


TRADUZIONE DI SKYLER PER BEN BARNES ITALIA FAN SPACE



Il britannico Ben Barnes interpreta l’eroe Americano Samuel AdamsBen Barnes, meglio conosciuto per il suo ruolo del Principe Caspian, sarà l’eroe americano Samuel Adams in TV
Di Yip Wai Yee

L'attore inglese Ben Barnes non ha avuto remore nell’accettare il ruolo dell’eroe-icona americano Samuel Adams nella miniserie Sons Of Liberty. Questo perché non aveva la minima idea di chi fosse Adams, uno statista americano ampiamente accreditato come uno dei Padri Fondatori degli Stati Uniti, essendo stato uno dei leader del movimento che portò alla rivoluzione americana nel corso del 18° secolo.

In un'intervista telefonica con LIFE! dalla sua casa di Los Angeles, Barnes, 33 anni, ammette: "Penso che ci sarebbe stata un po’ di pressione, essendo io britannico ad interpretare lui, ma ero un po' fortunato nella mia ignoranza, perché non sapevo molto di quel periodo. Ovviamente, sapevo chi era Benjamin Franklin o Thomas Jefferson, ma ignoravo che questo ragazzo chiamato Sam Adams era stato anche lui coinvolto nella stessa vicenda durante lo stesso periodo."

La nuova mini-serie TV storica in tre parti, segue un gruppo di giovani radicali che si unirono per ribellarsi ai governanti britannici per rendere l'America una nazione. Sarà trasmessa in anteprima a Singapore stasera su History (StarHub TV Canale 401).

Data l'"ignoranza" di Barnes in materia, leggere la sceneggiatura è stato come "leggere un romanzo fantasy", dice con una risata. "Mi ci sono buttato dentro. Ero così affascinato dalla storia, che mi sono seduto per cinque ore e ho letto la sceneggiatura dalla prima all'ultima pagina, senza fermarmi nemmeno per una pausa toilette."
La serie è la prima incursione dell'attore nella TV americana, dopo essersi fatto un nome in film come il blockbuster “Le cronache di Narnia: Il principe Caspian” (2008), in cui interpretava il ruolo principale, e “Seventh Son” (2015), dove ha interpretato un giovane con poteri magici, al fianco di Jeff Bridges.
A differenza di un certo numero di attori che professano il loro amore per il lavoro sul palco, lui dice che è un grande fan della TV.
"Io guardo molta TV. La Televisione in questi giorni è così coinvolgente, anche più di molti film. Ma essendo TV, è ovviamente necessario spendere molto più tempo sul ruolo, quindi voglio rendergli giustizia. Spero di trovare un personaggio televisivo che mi si addice e al quale io possa veramente dare vita. Sono sicuramente e attivamente alla ricerca di ruoli."

1 - In che modo pensi che Sons Of Liberty attirerà gli spettatori che hanno poca familiarità con la storia Americana, in particolare gli spettatori al di fuori degli Stati Uniti?
Bene, io spero che siano come me e restino intrigati dalla storia a prescindere se conoscono o meno i personaggi. È eccitante, romantica e ci sono dinamiche molto interessanti in materia di politica, violenza e lotta di classe. Penso che chiunque, in qualunque paese, può essere capace di relazionarsi a questi temi in qualche modo. L’idea di combattere per la tua gente è assolutamente universale. 

2 - In Sons Of Liberty, come è stato lavorare con Rafe Spall, l’unico altro attore britannico che interpreta John Hancock? Voi due condividete molte scene.
Lui è davvero grandioso. Ha fatto molte cose meravigliose ed è un attore incredibilmente naturale e talentuoso. È britannico ma non lo conoscevo prima di questo lavoro. In realtà non conoscevo nessuno del cast, il che è piuttosto sorprendente perchè di solito tu scopri che hai già lavorato con almeno una persona del cast quando inizi un nuovo lavoro. 

3 - Come è stato lavorare con un cast quasi del tutto maschile in Sons Of Liberty?
C’era sempre un sacco di birra da bere, quando c’è un cast tutto maschile diventa tutto molto "drinkey". Mentre giravamo faceva molto, molto caldo. Per sei giorni alla settimana combattevamo vestiti di cotone pesante e pelle e andavamo a cavallo, poi la domenica ce ne stavamo in pantaloncini, in piscina o semplicemente a chiacchierare. Era uno scenario fantastico. Lavorare duramente e poi rilassarsi alla grande. 

4 - Hai affermato in una intervista precedente che la faccia dell’uomo sull’etichetta della birra “Samuel Adams” in realtà è quella di Paul Revere, un’altra figura importante della Rivoluzione, perché Adams non era considerato abbastanza di bell’aspetto. Cosa ne pensi in proposito? 
Sono in parte responsabile di questa affermazione perchè qualcuno mi ha raccontato questo aneddoto e io l’ho preso per vero e l’ho riferito in un’intervista. Ma poi qualcuno della casa che produce la birra mi ha chiamato e mi ha detto che il ritratto sulle bottiglie è proprio di Sam Adams. Credo di essere stato troppo ingenuo.

5 - Per il tuo ruolo di Sam Adams, hai dovuto fare allenamento fisico? 
Abbiamo fatto un veloce seminario sull’uso delle pistole ma non mi hanno realmente coinvolto. A parte Paul Revere, che era famoso per quello, non hanno voluto mostrare i Padri Fondatori come dei violenti o degli assassini. Sono stati molto attenti a non travisare le reali figure storiche e politiche. 

6 - Sei stato scritturato per diversi ruoli fantasy o storici. Ti senti incastrato in ruoli d'epoca? 
Non particolarmente, perchè ho fatto anche film ambientati in epoca moderna. Ma credo che i miei ruoli migliori sono stati proprio quelli in film fantasy o d’epoca. Non è una cosa così terribile essere incastrati i questi ruoli, se proprio devo essere incastrato in qualcosa, perché ti permette di guardare il mondo da tante diverse prospettive. Interpretare qualcuno che vede il mondo con gli occhi di uno vissuto nel 1776 è una cosa molto interessante per me. 

7 - Sei diventato immediatamente un rubacuori dopo aver interpretato il Principe Caspian nei film di Narnia. Ti riconoscono spesso per la strada? 
Non vengo riconosciuto molto spesso, veramente. Ho fatto in modo di mantenere un profilo tranquillo e leggermente fuori dai radar e non me ne dispiace. Ho visto molte persone passare dall’anonimato alla grande fama molto velocemente e non è una cosa facile da gestire. 

8 - In che modo vorresti essere ricordato? 
Non penso molto a come le generazioni future mi ricorderanno, ma è importante che la mia famiglia e i miei amici siano orgogliosi di ciò che sto facendo. Spero solo di aver fatto del mio meglio nel mio lavoro e di aver reso giustizia nel modo in cui racconto le storie.


Per l'intervista in originale cliccate qui:


Ancora grazie alla stupenda Skyler!

giovedì 11 giugno 2015

Ben per Standard UK

In occasione della trasmissione di Sons Of Liberty su History UK, Ben è stato intervistato a proposito del suo ruolo di protagonista.

Ecco un'altra delle recenti interviste!


TRADUZIONE DI SKYLER PER BEN BARNES ITALIA FAN SPACE


Intervista a Ben Barnes:
‘Nessun tè è stato maltrattato durante la lavorazione di Sons of Liberty’ 

L’attore britannico parla di come è diventato un traditore, di come ha vivacizzato la storia e del salvataggio delle casse di tè nel nuovo dramma storico. 
Il Londinese Ben Barnes diventa uno dei più famosi figli - e padri - d’America in Sons of Liberty (In onda su History), nel quale interpreta il combattente per la libertà nonchè ispiratore di una marca di birra, Samuel Adams.
Abbiamo parlato con Ben per chiedergli perchè è così “traditore” e per scoprire quale era l’unica cosa che non era disposto a fare per quel ruolo. 

Domanda: Ben, che genere di brutto traditore sei? 
Risposta: Quando ho accettato il lavoro, ho pensato: “Fantastico. Questo tipo è chiaramente l’eroe, è scaltro, è un leader, sarà grandioso” E’ stato solo quando stavamo girando che mi sono accorto che gli altri Padri Fondatori tranne John Hancock che era interpretato da Rafe Spall, erano americani. La cosa mi ha colpito. “Cosa ho fatto? Sono un traditore!” Mi hanno preso un pò in giro per questo mentre giravamo. C’era una scena in cui rubiamo della polvere da sparo e ci travestiamo da Giubbe Rosse. Ho provato una di queste uniformi ed è stato l’unico costume che non hanno dovuto adattare, erano molto pignoli sulla lunghezza delle maniche e sulle rifiniture. Per tutto il giorno me ne sono andato in giro con questa uniforme rossa, davanti a tutti e dicendo: “Mi sta bene. Penso che il rosso è il mio colore e credo di aver fatto un terribile errore” Ma sono un tremendo, un tremendo traditore! 

D: Hai subito riconsiderato la parte una volta indossata la giubba rossa? 
B: Stavamo provando con l’accento americano e qualche volta ho provato a lanciare qualche frase con un deciso accento inglese per mandare in confusione i presenti. È stato divertente scherzare in quel modo. 

D: Quale è stata la reazione negli Stati Uniti a te che interpreti una figura così importante nella storia americana?
R: La reazione è stata incredibile. È il primo lavoro che ho fatto che vedevo alla televisione piuttosto che ad una premiere, così ho invitato un po’ di amici e abbiamo bevuto qualche birra. Lo abbiamo guardato - compresa la pubblicità e il resto – ed è stata un’esperienza eccitante. I puristi della storia hanno detto che quando Paul Revere grida, 'Gli inglesi stanno arrivando!' non è proprio esatto; erano tutti inglesi. Non avevano ancora affermato la loro indipendenza, quindi non eravamo noi contro gli inglesi, ma è più divertente in questo modo. Gli inglesi sono come la voce di Jeremy Irons dall’altro capo di un telefono in Die Hard - sinistra e machiavellica.

D: È stato affascinante per un tipico inglese interpretare un simile ruolo da mascalzone? 
R: È sempre divertente, puoi metterti in evidenza e non ci sono i limiti imposti dalla serietà. Abbiamo avuto un attore inglese che ha interpretato Spider-Man, un altro che ha interpretato Superman e prima ancora un altro che ha interpretato Batman, quindi alla fine perché non averne uno che interpreta Sam Adams?

D: Hai sentito il peso della storia sulle tue spalle accettando la parte? 
R: Si, mentre leggevo il copione e quando mi sono trovato per la prima volta sul set a svolgere in maniera giudiziosa il mio compito. Ho letto una biografia di Sam Adams e ascoltato degli audiolibri che parlavano di lui e di queste riunioni negli oscuri retrobottega delle locande. È stato forte leggere e ascoltare di questi momenti e renderti conto che stai girando una scena che li riproduce esattamente. Quando arrivi a quel momento, hai la responsabilità di conferirgli la giusta profondità. Ma quando lo stile del lavoro che stavamo facendo è stato evidente, è diventato un po’meno importante. Ci sono stati un sacco di adattamenti molto aridi nei film e alla tv, di questo periodo, e il nostro team ha voluto renderlo più emozionante e avventuroso. Le persone che hanno lavorato alla storia non hanno avuto timore di riadattare qualche parte finché rimanevano fedeli allo spirito della rivoluzione. Non hanno stravolto ogni cosa, ma se c'era una scena in cui ero inseguito sui tetti dai soldati e sembrava un po’ un videogioco, andava bene lo stesso. Gli autori una volta mi hanno spiegato che quella era la loro versione della storia, e che non dovevo sentirmi a disagio nell’interpretare questa figura storica. Purché Sam Adams si presenti come la figura principale che conosciamo dal principio alla fine.

D: Ti è piaciuto conoscere la storia attraverso queste serie che sanno dare alle storie un’energia tutta particolare? 
R: Mi è piaciuto, ma mi è capitato di osservare questi personaggi e capire quanto poco sappiamo del valore militare di Washington, del fascino e dell’inventiva di Franklin, o del passato da avvocato di Adams. Ma quando li metti tutti insieme è divertente guardarli interagire come gli Avengers, condividendo gli stessi obiettvi e ideologie e combinando insieme le loro abilità per raggiungere lo scopo. Se vai a Boston e vedi la statua di Sam Adams, trovi scritto sul retro “Incorruttibile e senza paura” ti sembra la descrizione di un Avenger. È uno show di cinque ore che si guarda con molta facilità e l’ultima cosa che desideri è che la storia di questi grandi uomini venga dimenticata solo perché non è abbastanza commerciale. 

D: Ma da buon inglese come hai reagito quando tonnellate di tè sono state versate in mare? 
R: Mi sono assicurato che nessun tè fosse maltrattato durante la lavorazione. Ho controllato che non ci fosse nulla nelle casse, comportandomi come se il tè fosse alla pari degli animali impiegati sul set. E se ci fai caso, non lancio nessuna cassa di tè durante la scena. Ci sono delle cose che puoi essere preparato a fare per un ruolo; prendere peso, tagliare i capelli, ma non sprecherò mai del tè.




Ancora grazie alla meravigliosa Skyler!

Ben per History UK - Sons of Liberty

Questa l'intervista rilasciata da Ben a History UK per Sons of Liberty!


TRADUZIONE DI SKYLER PER BEN BARNES ITALIA FAN SPACE


Sons of Liberty
Incontriamo Ben Barnes

Abbiamo raggiunto la star di "Stardust" e "Le cronache di Narnia", Ben Barnes, per saperne di più circa il suo ruolo nel nuovo dramma di History Channel, “Sons of Liberty”.
 Questa serie segue le vicende di un gruppo di giovani uomini ribelli e radicali - Sam Adams, John Adams, Paul Revere, John Hancock e il dottor Joseph Warren – che si organizzarono insieme in segreto per cambiare il corso della storia e rendere l'America una nazione.

Domanda: Parlaci di questo tuo nuovo dramma.
Risposta: Sons Of Liberty è una miniserie di sei ore ed è una versione convincente degli eventi che portarono alla firma della Dichiarazione di Indipendenza e allo scoppio della guerra d'Indipendenza. E’ ambientata tra il 1765 e il 1775, e ci sono tutti i grandi personaggi della storia come George Washington, Benjamin Franklin e Thomas Jefferson, che erano politici, inventori e oratori, tutti uniti per creare i figli della libertà e, infine, il primo governo del Stati Uniti. Si tratta di una versione davvero emozionante degli eventi e ci trovi di tutto: lo spionaggio, il romanticismo, risse da bar e brutalità. 

D: Tu interpreti Sam Adams, cosa puoi dirci del suo carattere?
R: Sam Adams è un ubriacone all’inizio della storia e alla fine tiene un discorso al Congresso di Philadelphia tanto che ti chiedi come ha fatto a passare da A a B. C’è una statua di lui nella piazza di Boston e se vai a vederla puoi leggere sul retro: “Samuel Adams incorruttibile e senza paura”. Io penso che è stato un grande salto di qualità per un personaggio. Il mio intento nell’interpretarlo è stato presentare qualcuno che non si faceva comprare da nessuno e non aveva paura di niente e far capire perché le persone lo hanno messo su quel piedistallo e avevano voglia di seguirlo e di ascoltarlo. Ha certamente un carattere molto forte, spavaldo e qualcuno dice anche manipolatore per il modo in cui gestiva i giochi della politica. Ho voluto mostrare in che modo ha imparato a fare politica e il percorso che ha seguito.

D: Hai lavorato con diversi grandi attori incluso Dean Norris di Breaking Bad e Rafe Spall per questa miniserie. Come è stato lavorare con loro? Hai apprezzato i loro precedenti lavori? 
R: Si, ovviamente ho seguito Breaking Bad ed ero molto eccitato quando Dean è venuto sul set. È arrivato nelle ultime settimane ed è stato molto divertente. Il suo ritratto di Franklin è stato molto impertinente, il che era esattamente ciò che doveva essere. Ho visto Rafe sul palco qualche volta e sono un grande fan anche suo. 

D: Sapevi che Sam Adams è anche il nome di una birra prodotta a Boston? Hai un drink preferito? 
R: Quando Sons Of Liberty è andato in onda per la prima volta in America, ho pubblicato su Twitter una mia foto mentre bevevo proprio una birra Sam Adams! Però non è la mia bevanda abituale, preferisco quella europea. 

D: Quanto sapevi della Rivoluzione Americana prima di accettare questo ruolo e quali ricerche hai fatto? 
R: Conoscevo poco della maggior parte dei personaggi, sapevo che George Washington era un grande generale e che Benjamin Franklin era un inventore e un donnaiolo e allo stesso tempo un esperto politico e un fervente idealista, così come sapevo chi era John Hancock, ma tutto qui. Pertanto ero molto intrigato leggendo il copione perché non sapevo quando erano vissuti e morti questi personaggi e in che modo erano coinvolti nella storia. Non sapevo quali personaggi sarebbero arrivati alla fine di ogni episodio! 

D: Hai girato tu le tue scene pericolose durante le riprese? Sembrano alquanto pericolose … 
R: Ne ho girate alcune. Ho lavorato con un fantastico stuntman spagnolo che si chiama Eduardo che aveva già girato alcune scene per me nei film di Narnia, quando era più giovane, così lo conoscevo da molto tempo. C’era una scena che prevedeva saltare giù da un edificio, aggrapparsi ad una bandiera, dondolare appesi ad essa e poi atterrare sul terreno e quando l’ha provata la prima volta, l’asta della bandiera si è staccata dal muro così ho pensato che solo lui poteva fare quella scena! Per Sons Of Liberty, ho girato tutti i combattimenti, le arrampicate, ho sparato con i moschetti e ho cavalcato.

D: C’è stato qualche momento particolarmente memorabile durante le riprese? Per esempio non riuscire a smettere di ridere o qualche lotta con gli stuntman etc? 
R: Mi sono piaciute tutte le scene che ho girato con Rafe Spall, sono state davvero divertenti. C’era una scena in cui lui doveva pronunciare il nome ‘Button Gwinnett’ – una delle firme sulla Dichiarazione di Indipendenza – e tutti pensavamo che era un nome davvero ridicolo! Così quando Rafe doveva dire ‘Penso che abbiamo Button Gwinnett’, ci sono voluti venti minuti di riprese perchè io e lui piangevamo letteralmente dalle risate! 

D: Puoi dirci perché pensi che la gente debba sintonizzarsi su HISTORY e guardare Sons of liberty? 
R: È una serie molto eccitante piena di azione e romanticismo, piena di battaglie e ricca di eventi storici. Se non sai molto della Rivoluzione Americana, è un buon modo per imparare e se lo farai vedrai dell’ottima TV!





Grazie alla fantastica Skyler! <3 p="">

lunedì 23 marzo 2015

A Ben Barnes piacciono molto le streghe

Qui di seguito la nostra traduzione di un'intervista di Ben per TV3.ie


LA TRADUZIONE E' DI BEN BARNES ITALIA FAN SPACE



A Ben Barnes piace quando le donne mostrano il loro lato oscuro


Ben Barnes pensa che le streghe siano sexy.

L’attore di “Stardust” può essere visto nel film “Il settimo figlio”, che parla di un giovane apprendista che impara a combattere creature malvagie.
È un grande fan del genere, in particolare per le creature magiche coinvolte.
«È una sfida, perché hai il compito di creare un mondo che il pubblico non conosce e renderlo reale» spiega alla rivista tedesca Jolie, quando gli viene chiesto perché ama così tanto il fantasy.
«Di contro, la tua immaginazione può scatenarsi – Lo adoro! E siamo onesti: le creature di fantasia come le streghe sono sexy. Penso sia fantastico avere nel film così tanti personaggi femminili forti. Mi piace che mostrino il loro lato oscuro; è attraente e pericoloso allo stesso tempo»

Il 33enne è attualmente single, ma in passato è stato legato ad Amanda Seyfried e Tamsin Egerton.
Oltre all’amore, il coraggio è un grande tema nel suo ultimo film. In linea con questo, Ben ha rivelato ciò che riassume il concetto per lui.
«Per me coraggio è essere onesti con se stessi, non fingere di essere qualcuno che non sei e prendere le tue decisioni» ha elencato.
«È spesso una sfida, soprattutto nel mondo dello spettacolo, in cui vivo»
E Ben sa cosa vuol dire sentirsi un outsider, perché ha avuto a che fare con il bullismo a scuola.
Fortunatamente i suoi genitori erano lì per lui.
«Mio padre mi diceva sempre “il successo è la miglior vendetta”. Me lo ricorderò sempre» ha sorriso.


*
Qui il link per il testo originale: http://www.tv3.ie/entertainment_article.php?locID=1.803.874&article=161573 


giovedì 12 marzo 2015

Ben Barnes: le donne non vogliono i bravi ragazzi

Questa la traduzione di un'intervista a Ben pubblicata dal Boston Telegraph.

LA TRADUZIONE E' DI SKYLER PER BEN BARNES ITALIA FAN SPACE



Ben Barnes riesce a capire il motivo per cui le persone sono attratte da amori proibiti.
Nel film fantasy Seventh Son, Ben interpreta Tom Ward, che sta imparando a combattere gli spiriti del male sotto la guida dello stregone locale. 
Il “fantasy” è il genere preferito da Ben a causa del suo aspetto “dark” e lui crede che l’amore proibito eserciti lo stesso fascino sulle persone. 
“Non capita sempre di desiderare ciò che non possiamo avere?” ha dichiarato alla rivista tedesca Jolie.
“Tutto comincia appena arrivi a scuola: le ragazze preferiscono i “bad boys”.
Non credo che per i ragazzi sia diverso. Sfortunatamente io ero un bravo ragazzo, educato a comportarsi in modo decente, così ero lasciato all’angolo".

L’attore 33enne è stato legato a Tamsin Egerton e ad Amanda Seyfried in passato, ma al momento crediamo sia single.
Riguardo all’amore lui ha di solito un approccio pragmatico e non crede che tutto avvenga a prima vista
“Mia madre è una terapista di coppia e io ho imparato molto da lei sull’amore” ha rivelato. 
“L’amore è qualcosa che nasce dalla fiducia reciproca col tuo partner. Condividere obiettivi, momenti di humour, l’eccitazione delle vostre mani che si toccano … Queste sono cose che non possono avvenire a prima vista. Può essere lussuria, ma non amore!” 

Ben ha recitato accanto ai “big” di Hollywood Jeff Bridges e Julianne Moore in Seventh Son, insieme ad Alicia Vikander e Kit Harington.
Il film uscirà in Gran Bretagna questo mese. 


**
Ecco l'intervista in originale:

http://www.belfasttelegraph.co.uk/entertainment/news/ben-barnes-girls-dont-want-good-guys-31055375.html 

venerdì 6 marzo 2015

Ben per El Pais ICON Magazine

A New York, Ben ha realizzato un'intervista per il periodico El Pais ICON Magazine, corredata da un nuovo photoshoot.

Pubblichiamo le foto (crediti: Ben Barnes Fan) e l'intervista con la traduzione di Skyler per Ben Barnes Italia Fan Space.

Buona lettura!



Quando Ben Barnes nel bel mezzo dell’intervista si rende conto che le parole sottolineate nella lista delle domande sono Eurovision e Twilight, se ne lamenta senza però perdere il suo fascino. 

“Sono davvero questi i punti più alti della mia carriera? È un pò deprimente…” 
Povero ragazzo. Eurovision fu un disastro da cui si tirò fuori appena in tempo. 
“Sono state due settimane della mia vita” dice riferendosi a quando, nel 2004, aiutò dei suoi amici di una band chiamata Hyrise, e arrivò quasi a rappresentare la Gran Bretagna come membro di una boy band.
“Capisco che è divertente e un po’ assurdo. Ma immagina che la sola cosa che la gente viene a sapere da un giornalista sia qualcosa che hai fatto quando avevi 16 anni e con la quale non ti identifichi più. Naturalmente ci sono cose peggiori di questa ma mi fa sentire in imbarazzo quando mi viene ricordata. Non è una cosa di cui vado fiero” spiega. 

A proposito di Twilight, lui è stato uno dei candidati ad interpretare il ruolo che alla fine è andato a Robert Pattinson rendendolo una superstar. 
“Lessi il copione e capii immediatamente che sarebbe stato un successo. Ma dal momento che Catherine (Hardwick, la regista) scelse Kristen Stewart per interpretare Bella, io ero troppo vecchio per essere Edward. E credo che abbia fatto la scelta giusta” afferma. 

Barnes ha tutti i motivi per lamentarsi. Questo londinese di 33 anni, alto, dall’aspetto fragile e con l’accento della Royal Shakespeare Company ha molto più di due ragioni per essere qui. E’ arrivato sulle scene con Le cronache di Narnia: il principe Caspian, è stato Dorian Gray nell’ultimo adattamento di questo classico e al di là di tutto si capisce che sta per diventare una star. Quattro anni fa si è trasferito ad Hollywood per avere un pubblico più vasto e nel 2015 sono usciti molti dei progetti che lo hanno tenuto occupato in tutto questo tempo: è protagonista nell’ambiziosa miniserie storica Sons of Liberty, nel Fantasy-drama Seventh Son, e nel thriller sulla mafia By The Gun di prossima uscita, oltre che nel film tv Exposed.


È il momento di Ben Barnes?
“E’ accaduto che molti dei miei progetti sono usciti nello stesso momento. Sì, sono molto eccitato. Sons of Liberty è la mia prima serie e spero non sia l’ultima. Interpreto un personaggio storico, Samuel Adams (uno dei Padri Fondatori degli Stati Uniti), che era un personaggio con dei valori ma anche molto grintoso. Mi piace questo mix. La cosa migliore è che, per la prima volta mi è stato dato il ruolo di un uomo e non di un ragazzino. È molto importante per me perché, nonostante abbia compiuto 33 anni, sembro più giovane e avevo la sensazione che sarei stato condannato ad interpretare pochi ruoli da adulto. Colin Firth una volta mi ha detto mentre lavoravo con lui a due film (Dorian Gray in 2009 e Easy Virtue l’anno prima) che nessun uomo è interessante prima di compiere 30 anni. Penso avesse ragione!”


Allora, il Ben Barnes ragazzino è finito ed è tempo di scoprire l’uomo?
“Non dico che i film di Narnia che sono destinati ad un pubblico di famiglie non siano roba da uomini. Sono molto fiero di essi. Ma un attore è sempre in cerca di un equilibrio, senza dimenticare quello che ha fatto prima. Volevo mostrare un altro lato di me. Ultimamente ho interpretato un musicista e un gangster, continuando quel concetto di mascolinità che esisteva negli anni ’70 che è la decade che amo di più.” 


Come definiresti la mascolinità oggi? 
“E’ chiaro che ci sono molti elementi della mascolinità che vanno oltre l’essere semplicemente un macho aggressivo. Per me, ha a che fare con la fiducia nell’essere ciò che sei. Una volta che cominci ad agire in un certo modo solo perché vuoi che gli altri ti rispettino, è allora che la tua essenza e la tua onestà vengono messe in dubbio. Ovviamente ci siamo evoluti come razza. C’è molta più parità tra i generi e tutti capiscono che la mascolinità non è solo una faccenda maschile e che la femminilità appartenga solo alle donne. Pensi che quello che sto dicendo abbia senso? Lo vedi? Non sono sicuro. Non sono abbastanza macho?” (ride) 


Quello che è certo è che sembri provenire da un’altra epoca. 
“Sembra che sia così. Ho preso parte a molti progetti ambientati negli anni 40, nel XIX secolo o in periodi mistici che non sono collegati né al presente né al futuro. Ho girato due o tre film ambientati nel presente e penso sia qualcosa che volevo esplorare. È quell’equilibrio di cui parlavo.” 


Qual è la parte universale di tutti questi personaggi? 
“Penso che ci sono due tipi di personaggi che interessano il pubblico, nonostante siano opposti. Da un lato ci sono gli eroi che compiono imprese straordinarie, persone reali come Samuel Adams o Stephen Hawking, o personaggi di fantasia come Superman o il personaggio che interpreto in Seventh Son. Dall’altro lato ci sono personaggi che ti ricordano te stesso e nei quali ti identifichi, come Amleto e tutti i suoi dilemmi. Il pubblico non ama le vie di mezzo.” 


Dal punto di vista del fantasy, tu hai partecipato a due capitoli del mondo messianico di Narnia creato da C.S.Lewis e al recente Seventh Son che parla di un prescelto. Trovi che la spiritualità sia un soggetto interessante ? 
“Per me, C.S.Lewis è un esempio da seguire per come presenta i dilemmi morali, Cristiani o no, nei suoi libri. Questo aspetto è la ragione per cui Narnia è così popolare e senza tempo. La stessa cosa succede con Tolkien. Tutti e due questi autori parlano del potere della natura e cercano di andare al di là delle prediche, insegnando alla gente qualcosa di importante. Sotto questo aspetto, Seventh Son è un po' diverso: parla più del destino, delle luci e delle ombre che che esistono nel mondo, dell’attrazione e degli amori proibiti….ma è una storia umana che possiamo trovare in ogni luogo e tempo. Mi piace il genere fantasy perchè cambia le regole dell’immaginario popolare. La gente pensa che il fantasy sia un genere che appartiene al passato, ma io credo che esistano differenti tipi di fantasia come persone con diversi tipi di immaginazione.” 


Sei molto analitico. È una conseguenza dell’essere cresciuto in una famiglia con un padre psichiatra e una madre terapista? 
“Penso di essere diventato attore a causa loro. Durante la mia crescita loro erano molto interessati a come funzionava la mia mente, mio padre da un punto di vista scientifico e mia madre da quello emozionale, così mi chiedevano continuamente come stavo, cosa provavo. Questa cosa ha reso la mia vita migliore e mi ha preparato a studiare diversi stati d’animo. Recitare non è altro che provare come mi sentirei in questa o in quella situazione e come reagirei se fossi quella persona. Ogni personaggio è un’investigazione psicologica amatoriale. Tutti vorrebbero essere nella mente di un’altra persona per cinque minuti. Essere un attore ti fa vivere qualcosa di simile. Curiosamente i miei genitori non volevano una carriera da attore per me. Preferivano che continuassi gli studi per avere un futuro più sicuro. Ma quando avevo 16 anni, scrissi loro una lettera che lasciai sulla porta della loro camera da letto, dicendo che volevo essere un attore con tutto me stesso. Che volevo imparare, ma in un altro modo. Dopodichè cominciai a lavorare come musicista e presentatore TV.” 


E dopo questo….la fama? 
“Guarda, nel 2008 quando uscì Le Cronache di Narnia: il principe Caspian, pensai che sarei diventato subito una star. Ma non fu così. Una volta ero su un aereo e proiettarono il film. Pensai che sarebbe stato orribile perché tutti mi avrebbero riconosciuto. Invece accadde che nessuno si accorse che ero lì. Ho quasi costretto la persona che era accanto a me a riconoscermi ma non l’ho convinto. Ora mi rendo conto che è un sollievo che sia così. Sono molto a mio agio come sono ora. Le persone famose sanno che i loro fan li adoreranno qualsiasi cosa facciano e questo è grandioso, ma conosco anche attori che non possono portare i loro figli al parco perché non li lascerebbero in pace. Questo mi rende triste.” 


Sto per farti una domanda che piacerebbe ai tuoi genitori: Come stai? 
“Benissimo (ride). Sono molto felice perché sono arrivato al punto in cui ho realizzato che nonostante stia recitando da un po’, ho capito che non avrò mai una solida direzione. Non che i grandi come Brando o DeNiro avessero una direzione che li ha portati a diventare ciò che sono. In questa professione tutto accade in modo inaspettato. Segue il suo corso. Ci sono persone che pensano sempre che non sei abbastanza bravo e altre che ti sopravvalutano. E la loro opinione è importante per te. Di fatto, è troppo importante. Ti senti sempre giudicato e non intendo solo dai critici. Io capisco che a volte sono pagati per odiare i tuoi film o almeno è quello che penso dopo aver letto certe critiche (ride). Ma poi dopo, quando qualcuno mi manda un copione nel quale ha investito due anni di lavoro e io lo leggo sorseggiando una tazza di caffè, mi sento speciale pensando che forse quella sarà la mia vita per i prossimi sei mesi o che forse quel momento è la fine del mio rapporto con quella storia. Ho imparato a godere quel momento in cui è o tutto o niente.”








***

Per l'intervista in originale:


When Ben Barnes realizes in the middle of the interview that my underlined words in the list of remaining questions are about Eurovision and Twilight, he complains without losing his charm “Is this really the highlight of my career? It’s a bit depressing.”.
Poor guy. Eurovision was a mess that he escaped just in time. “It was two weeks of my life”, he says referring to when, in 2004, he helped his friends in a band called Hyrise, and almost represented Great Britain in the festival and became a member of a boy band.
“I understand it’s funny and a little bit absurd. But imagine that the only thing that people know about you as a journalist is something you did when you were 16 years old and that you don’t identify with anymore. Of course there are worse things than that, but it makes me feel a bit embarrassed when I remember it. It’s not something that makes me feel very proud”, he explains.
As for Twilight, he was one of the finalist to play the role that ultimately went to Robert Pattinson and made him a superstar. “I read the script and immediately knew it would be a success. But once Catherine (Hardwick, the director) wanted Kristen Stewart to play Bella, I was too old to play Edward. And I think she made the right choice”, he claims.
Barnes has every reason to complain. The 33 year old Londoner, with his tall and fragile appearance and a Royal Shakespeare Company accent, is much more than two moments in which he’d rather not be there. He jumped on the scene as Prince Caspian in The Chronicles of Narnia, he was Dorian Gray in the latest adaptation of the classic and, above all, you get the feeling that he is about to emerge [a star]. Four years ago he moved to Hollywood to reach for a bigger audience and 2015 shows, at last, a lot of the works that have kept him busy all this time: he stars in the ambitious historical series Sons of Liberty, the science-fiction drama Seventh Son, and still pending release are the mafia thriller By The Gun and the TV movie Exposed.
Is this the time for Ben Barnes?
What happened is that a lot of the projects I made are being released at the same time. But yes, I am very excited. Sons of Liberty is my first series and I hope it’s not my last. I play a historical character, Samuel Adams (one of the founding fathers of the United States), who was a man of virtue but very tough. I like that mix. The best part is that, for the first time, I was given the role of a man and not a kid. It’s something important for me because although I am 33 years old, I look younger and I had the feeling that I would be condemned to playing less adult roles. Colin Firth once told me when I worked with him in two movies (Dorian Gray in 2009 and Easy Virtue a year before) that no man is interesting until he is 30 years old. I think he was right!
Come on, is the kid Ben Barnes over and is it time to discover the man?
I’m not saying that the Chronicles of Narnia movies, which are for a family audience, are not about men. I am very proud of them. But an actor always searches for balance, having in mind what he has done before. I wanted to show another side. Recently, I’ve played a musician and a gangster, continuing that concept of masculinity with a bit of a nostalgic aura that existed in the 70s, which is the decade I idolize the most.
How do you define masculinity today?
It’s clear that there are a lot of elements of masculinity that go farther than just being an emotionless and aggressive macho. For me, it has to do with the confidence to be who you are. Once you start acting in a way you think others will respect, that is when your essence and honesty are in doubt. Obviously, we have evolved as a race. There is more equality between genders and everybody understands that masculinity does not only belong to men and femininity to women. Do you think what I am saying makes sense? What do you see? I have no confidence in myself. I am not macho enough? (laughs)
What is true is that you look like someone from another era.
It seems that way. I’ve made a lot of period projects that took place in the 40s, in the 19th century, or in mystical times that are not connected to the future or the present. Now I’ve made three or four movies that take place in the present time and I think it’s something that I want to keep exploring. It’s the same balance that I was talking about.
What is the universal part of all these characters?
I think that there are two types of characters that are interesting to the public, although they are opposites. On the one hand, there are heroes that achieve something extraordinary, real people like Samuel Adams or Stephen Hawking, or fictional ones like Superman and the character I play in Seventh Son. On the other hand, there are these ordinary characters that remind you of yourself and that you identify with, like Hamlet and his dilemmas. The public is not interested in the midpoint.
From a science fiction viewpoint, you participated in both the messianic world of Narnia created by C.S.Lewis and the recent Seventh Son that tells the story of a chosen one. Is spirituality a subject that you find interesting?
For me, C.S.Lewis is an example to follow on how to introduce moral dilemmas, Christians or not, in books. That aspect is the reason why Narnia was so popular and timeless. The same thing happened with Tolkien as well. The two writers talk about the powerful nature and searched for more than lecturing, teaching people something important. In that aspect, Seventh Son is a bit different: it talks about faith, destiny, lights and shadows that exists in the world, attraction and forbidden love…But it is a human story that could take place at any time and place. I like the fantasy genre because it changes the rules of the popular imaginary. People think that the fantasy genre is something of the past but I think there are as many different fantasy types as people with different imaginations.
You are very analytical. Is this the consequence of growing up in a family with a psychiatrist father and a emotional therapist mother?
I think I am an actor because of them. When they brought me up they were so interested in how my mind worked – my father from a scientific point of view and my mother in a more emotional way – that they constantly asked me how I felt. This made my life better and prepared me to study different states of mind. Acting is no more than extrapolating how I would I feel in this or that situation and how would I react if I was that person. Each character is an amateur psychological investigation. Everybody would like to be in the mind of another person for five minutes. Being an actor is the most similar to that situation. Curiously, my parents did not want an acting career for me. They preferred that I study a career first to have more security in the future. But when I was 16 years old, I wrote them a letter that I left at their bedroom door, saying that I wanted to be an actor with all my being. That I wanted to learn, but in another way. Just after that I got a job as a musician and a TV presenter.
and after that… fame?
Look, in 2008, when The Chronicles of Narnia: Prince Caspian was released, I thought that I would immediately become a star. But no. One day I was on a plane and they played the movie. I thought it would be horrible for me because everybody would recognize me. What happened is that nobody realized I was there. I almost forced the person next to me to recognize me, but I couldn’t persuade him. Now I realize it’s a relief that it’s this way. I am very comfortable the way I am now. Really famous people know their fans will adore them no matter what they do, and this is great, but I know actors who can’t take their kids to the park because they won’t be left alone. This would make me very sad.
I will ask you a question that your parents would love: How do you feel?
Very good (laughs). I am very happy because I’ve reached the point that, even though I’ve been acting for a while, I understand I will never have a solid trajectory. Not even the greats like Brando or DeNiro had one trajectory that led them to become what they are. In this profession everything is unexpected. It goes with the flow. There are people who will always think you are not good and others who overvalue you. And their opinion matters to you. In fact, it matters too much. You always feel judged, and I don’t mean only by critics. I understand that sometimes they are paid to hate your movies, or that is what I want to believe after reading some reviews (laughs). But afterwards, when someone sends me a script in which they have invested two years working on and I read it with a cup of coffee, I feel special thinking that maybe this will be my life for the next six months or maybe that moment is the end of my relationship with that particular story. I have learned to enjoy that moment when it’s all or nothing.
Text beside the small photo (page 001 in the gallery):
Kicking it
The actor from London Ben Barnes appeared at Michael Schwartz’s studio with his overwhelming British accent, his elegance and his huge smile. “The best part was Ben’s Matrix-style jumps along with Michael’s assistant. We had a great time.” Angela Esteban-Librero tells us (yes, her again). “He was charming and funny. And the Gucci trench gave him much play”.